LA FONDAZIONE IGEA PER LA DIFFUSIONE DEL PROTOCOLLO TRAIN THE BRAIN
CONTRO LA PERDITA COGNITIVA LE DEMENZE E L’ALZHEIMER

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Allarme epidemia Alzheimer degli scienziati internazionali al G7

“Nel mondo ci sono oltre 40 milioni di malati che diventeranno 135 milioni nel 2050,
urgente una decisone politica per evitare uno tsunami neurologico”

g7

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PREVENZIONE

Il cervello è un organo come tutti gli altri, con lo stress e con il passare degli anni può perdere vivacità. Per mantenere attive le capacità mentali si deve fare esercizio…

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allenare la mente, proprio come si fa andando in palestra a fare ginnastica. In palestra i nostri muscoli non tornano quelli dei diciotto anni ma restano più tonici, più funzionali e si allontana il rischio di ammalarsi. La stessa cosa accade per il cervello, che ha anche bisogno di controlli e di prevenzione come siamo abituati a fare andando dal cardiologo o dall’oculista, ma non andiamo mai a fare un controllo del nostro stato cognitivo.

La demenza di Alzheimer colpisce nel mondo una persona ogni tre secondi. Chi è malato non lo sa, non se ne accorge, i sintomi appaiono solo dopo 15 – 20 anni, quando la patologia ha devastato gran parte del patrimonio neuronale e quando il cervello che nel corso degli anni ha compensato i danni della patologia, rendendola silente, non è più in grado di supplire alle perdite di neuroni. La prevenzione è fondamentale in questa patologia per la quale non esistono cure, dato che la perdita di neuroni non può essere ripristinata e dato che i farmaci finora tentati non hanno dato risultati e anzi hanno prodotto spesso negativi effetti collaterali. Con la diagnosi precoce e la prevenzione si può intervenire per tempo, applicando opportuni stili di vita che evitano comportamenti a rischio e praticando il protocollo Train the Brain (Allena il cervello) che mantiene la mente attiva e rallenta la perdita cognitiva. L’Alzheimer colpisce oltre 40 milioni di persone nel mondo e l’Organizzazione Mondiale della Sanità prevede che i malati raddoppieranno nel giro di venti anni. Questa patologia è in testa all’agenda politica, sanitaria e scientifica internazionale, al punto che i maggiori paesi del mondo hanno organizzato a Londra nel 2013 il G8 delle demenze. In tale occasione gli esperti hanno sottolineato la necessità di trovare strategie efficaci per prevenire e contenere il decorso, raccomandando lo svolgimento di attività di prevenzione e ricerche per anticipare la patologia, individuando i soggetti a rischio prima che cadano nella malattia e che il corredo neuronale sia compromesso. È proprio questo lo scopo di “Train the Brain”, l’allenamento della mente, studiato e realizzato con successo dal neurofisiologo Prof. Lamberto Maffei con gli Istituti di Neuroscienze e di Fisiologia Clinica del Consiglio Nazionale delle Ricerche e con l’Università di Pisa. Il protocollo, realizzato per la prevenzione e il trattamento di forme neurodegenerative dovute all’invecchiamento, ha dato risultati positivi nell’80% dei soggetti trattati e viene ripetuto, inizialmente a Roma e successivamente anche in altre città, dalla Fondazione Igea Onlus in collaborazione con le Università. Le persone più esposte, sono quelle che hanno superato i 60 – 65 anni, dato che il rischio aumenta con l’età. Le donne sono doppiamente colpite dalla diffusione di queste patologie, sia perché si ammalano più frequentemente degli uomini, sia perché su di loro ricade spesso il peso dell’assistenza ai familiari colpiti dalla patologia. In Italia i malati sono circa 900 mila. Il nostro paese è tra le nazioni maggiormente a rischio perché la popolazione italiana è tra le più anziane del mondo.

PROF. LAMBERTO MAFFEI

Ha ideato il protocollo Train the Brain (Allena il Cervello)

La prestigiosa rivista internazionale Scientific Reports del gruppo “Nature” ha pubblicato lo studio “Train the Brain” concludendo che questo protocollo applicato alle persone a rischio (MCI Mild Cognitive Impairment) migliora gli indicatori della salute del cervello e rappresenta una possibile strategia per ridurre e ritardare la caduta nella demenza dei soggetti a rischio.

Piano Nazionale Demenze

Strategie per la promozione ed il miglioramento della qualità e dell’appropriatezza degli interventi assistenziali nel settore delle demenze.

La demenza è una malattia cronico degenerativa, la cui storia naturale è caratterizzata dalla progressione più o meno rapida dei deficit cognitivi, dei disturbi del comportamento e del danno funzionale con perdita dell’autonomia e dell’autosufficienza con vario grado di disabilità e conseguente dipendenza dagli altri, fino alla immobilizzazione a letto. È necessario pervenire il più rapidamente possibile ad una diagnosi precisa che permetta interventi farmacologici e/o psicosociali volti a  contenere la progressione della malattia in relazione allo stadio, al grado di  disabilità ed alla  comorbilità; è altrettanto necessario ed irrinunciabile gestire tutti i problemi che si presentano nel percorso dei vari stadi.

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