Di fronte al rapidissimo aumento dei casi di Alzheimer, appare indispensabile – afferma il Ministero della Salute – disporre di una serie di esami strumentali (biomarcatori) in grado di intercettare e distinguere prima possibile i soggetti a rischio di ammalarsi (in termini medici definiti MCI) valutando anche la gravità della situazione.
Questa patologia è insidiosa e non da sintomi per 15 – 20 anni, durante i quali chi è malato non se ne accorge, mentre la malattia distrugge irreversibilmente i neuroni del cervello, fino a quando il corredo neuronale è devastato e solo allora appaiono i terrbili sintomi.
La prevenzione e la diagnosi precoce sono quindi le uniche possibilità di difesa ormai prevalentemente seguite a livello internazionale.
I biomarcatori sono test effettuati su elementi biologici dell’organismo per valutare l’alterata concentrazione di elementi che possono segnalare la presenza della malattia di Alzheimer. Tra queste figurano le proteine Abeta42, Tau e phosho Tau e i loro rapporti, nel liquor cerebrospinale, che sono in grado di predire difficoltà future.
Il progetto Interceptor, presentato dal Ministro Lorenzin il 6 dicembre 2017, mira a realizzare una organizzazione per fornire a tutti i cittadini libero accesso a questa modalità di screening preventivo.
Anche il recente studio “Train the Brain”, realizzato senza l’impiego di farmaci al Consiglio Nazionale delle Ricerche, e applicato dalla Fondazione IGEA Onlus, ha mostrato che intervenendo in anticipo sulle persone a rischio (MCI) è possibile prevenire e rallentare il decorso della malattia con esercitazioni di stimolazione del cervello accompagnate da esercizio fisico.
Tutti noi non ci rendiamo conto che il cervello è un organo come tutti gli altri ed ha bisogno di controlli e prevenzione, come siamo abituati a fare andando dal cardiologo, dall’oculista, o dal dermatologo, ma quasi mai andiamo fare un controllo del cervello che invece invecchiando ha bisogno di attenzioni e di cure.
La prevenzione può iniziare da una valutazione dello stato cognitivo, che consiste in un colloquio di mezz’ora con un neuropsicologo, per avere conoscenza del nostro status cognitivo.
Per informazioni Fondazione IGEA Onlus info@fondazioneigea.it www.fondazioneigea.it tel. 06 88814529

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Per aiutare la prevenzione e la diagnosi precoce delle demenze e dell’Alzheimer, si può destinare il 5X1000 della dichiarazione dei redditi, basta scrivere il codice 97822960585 nel riquadro “sostegno del volontariato e delle altre…..” e firmare, non costa nulla.

Per fare una donazione che è detraibile dalle imposte, si può versare sul conto bancario: IBAN  IT92C0306903287100000004476

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