Roma, luglio 2019 – Un esperimento nella Stazione Spaziale Internazionale, destinato allo studio dell’Alzheimer, sarà svolto dall’astronauta italiano Luca Parmitano, entrato in orbita il 21 luglio 2019. Lo studio è mirato a verificare l’aggregazione dei peptidi, elementi analoghi alle proteine amiloidi Beta e Tau alle quali si associa la malattia di Alzheimer. Le proteine amiloidi si formano nel cervello dei malati, si aggregano in formazioni dette amiloidi che crescono, imprigionano i neuroni e ne provocano la distruzione. Capire il meccanismo di aggregazione è fondamentale per lo studio della malattia e per questo il Gruppo del Laboratorio di Neuropatologia dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale di Piemonte, Liguria e Valle d’Aosta (IZSTO), ha progettato l’esperimento che sarà sviluppato contemporaneamente nella stazione spaziale e sulla terra, così da valutare l’eventuale differenza di aggregazione in presenza e in assenza di gravità.


Luca Parmitano attiverà in orbita, seguendo una sequenza di tempi prestabilita, alcune decine di provette con i peptidi che inizieranno la reazione di aggregazione. Provette gemelle saranno attivate sulla Terra, perfettamente sincronizzate nei tempi con Luca Parmitano, per verificare le possibili differenze nelle aggregazioni. I risultati potranno fornire importanti elementi per lo studio delle amiloidi che rappresentano la principale causa dell’Alzheimer, provocando la perdita progressiva dei neuroni. Il processo di distruzione dei neuroni nella malattia di Alzheimer è estremamente lento e silente, la malattia con l’amiloide che si aggrega lavora al buio senza dare sintomi per 15 – 20 anni e solo alla fine, quando il corredo neuronale è devastato, appaiono i sintomi, ma a qual punto è troppo tardi per difenderci. Per questo è importante la prevenzione e fare visite preventive di controllo a partire a dai 50 anni per poter cogliere la malattia prima che danneggi completamente il cervello.


L’esperimento che viene realizzato da Luca Parmitano, denominato Beyond Alzheimer – Amyloid Aggregation, è svolto in collaborazione con l’Agenzia Spaziale Italiana (ASI) e con l’Agenzia Spaziale Europea (ESA) e sarà utile anche per studiare gli effetti sul cervello umano dei lunghi viaggi spaziali con astronauti nell’esplorazione verso altri pianeti, tra i quali Marte rappreseta il prossimo obiettivo.


Responsabile dell’esperimento, proposto dal Laboratorio di Neuropatologia dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale di Piemonte, Liguria e Valle d’Aosta (IZSTO), è la dr.ssa Cristina Casalone.

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