Roma, 31 luglio 2019 – Gli studi per sviluppare un farmaco contro la malattia di Alzheimer si stanno fermando. Dei 1300 progetti avviati in sperimentazione nel 2013 oltre il 90% sono stati abbandonati e oggi ne sopravvivono poco più di un centinaio. Tutte le principali case farmaceutiche, ultime la Pfizer e la Biogen hanno chiuso i loro filoni di ricerche sull’Alzheimer perché gli scarsi risultati ottenuti indicano molto “improbabile” arrivare ad un risultato significativo. Questa malattia colpisce nel mondo oltre 40 milioni di persone che diventeranno 130 milioni nel 2050, un mercato di grandi dimensioni per l’industria del farmaco. che malgrado queste importanti prospettive sta rinunciando a causa delle difficoltà.


Ma se da un lato si riduce la speranza di trovare in tempi brevi un farmaco per i malati di Alzheimer, l’attenzione della medicina si sta spostando sulle possibilità di prevenzione, da realizzarsi senza farmaci, e che mostrano di poter allontanare il rischio di ammalarsi. In particolare il recente protocollo non farmacologico “Train the Brain” sviluppato dal Prof. Lamberto Maffei all’Istituto di Neuroscienze del Consiglio Nazionale delle Ricerche ha dato risultati positivi nell’80% dei soggetti trattati e in alcuni casi ha anche aiutato nel recupero delle facoltà che la malattia aveva deteriorato. Le persone sottoposte al trattamento erano tutti soggetti con la patologia in forma lieve o moderata. Questo dimostra che se la patologia viene presa in tempo e diagnosticata all’inizio, è possibile frenarla e contrastarla, prima che la malattia stessa provochi danni irreversibili. Le attività di prevenzione, che iniziano con un controllo dello stato cognitivo, sono fondamentali e sia il Ministero della salute, sia la Commissione Europea raccomandano a tutti di fare controlli a partire dai 50 anni.


Tra le attività di prevenzione contro l’Alzheimer sono raccomandati i corretti stili di vita: non fumare, svolgere regolare attività fisica, evitare l’alcol e le droghe, controllare l’ipertensione, svolgere una vita socialmente attiva. Solo seguendo queste semplici regole si riduce il rischio di Alzheimer del 30%, come risulta dagli studi svolti dalla prestigiosa rivista scientifica Lancet e dall’Università di Exter (Regno Unito).

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Per aiutare la prevenzione e la diagnosi precoce delle demenze e dell’Alzheimer, si può destinare il 5X1000 della dichiarazione dei redditi, basta scrivere il codice 97822960585 nel riquadro “sostegno del volontariato e delle altre…..” e firmare, non costa nulla.

Per fare una donazione che è detraibile dalle imposte, si può versare sul conto bancario: IBAN  IT92C0306903287100000004476

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